In rotta verso Est

workshop C.S.

Si è concluso, con il work shop del 16.17.18 marzo, il primo Master di Cibernetica Sociale.

In una cornice magica, a Venezia, il Palazzo Giustinian Lolin, direttamente sul Canal Grande, il dott. Bruno Demichelis ha condotto il “numero zero” di un corso che farà parte del Progetto di Formazione Umana distribuito dalla soc. I.D.E.A. srl, l’ E.S.T. (Existential Survival Training, ovvero Training di sopravvivenza esistenziale).

La discussione della tesi si è risolta in una discussione di e su sè stessi.

Il diploma finale testimonia il brillante superamento della sessione di esami.

E adesso, via a pedalare; il Master … inizia adesso.

                                                                         Carlo 

                                                             

    * * * 

alcune testimonianze pervenute:

Perdersi e ritrovarsi
Faticare e fortificarsi
Piangere e ridere
Pesantezza e leggerezza
Paura e coraggio
Schiavitù e libertà

………………………………………..

Facce diverse e talvolta opposte della stessa situazione. La realtà non cambia, cambia la nostra consapevolezza della realtà e a questo punto, sì, tutto cambia.
E’ un po’ come girare per le calli di Venezia: ti perdi e ti ritrovi, sali e scendi, imbocchi strade nuove, affronti l’ignoto, magari ti prende anche un po’ di paura perché ti chiedi: “Ma dove sono? Come farò a ritornare?
Ma se tiri un profondo respiro, ti tranquillizzi. Ti guardi attorno e scopri  la meraviglia di tutto quello che ti circonda. Il cuore ti si allarga, ti godi il paesaggio e sai che, qualunque cosa succeda, qualunque strada tu imbocchi, riuscirai sempre, presto o tardi a ritrovare la via di casa e ritornarci con il cuore pieno di gioia  e con una nuova consapevolezza che ti darà la forza di affrontare con coraggio qualsiasi cosa succeda perché, anche se non ci credi, sai che nessuno, tranne te stesso, può toglierti la possibilità di decidere come reagire e cosa fare.
E allora cammini anche sotto la pioggia che scroscia, che ti inzuppa i vestiti e ne sai godere perché comprendi che anche questa è un’opportunità che la vita ti offre.
…………….. E riprendi il tuo viaggio con rinnovata forza e leggerezza, consapevole che le parole non potranno mai spiegare ciò che hai provato, sentito, sperimentato, consapevolizzato e imparato.
L’unica testimonianza saranno i FATTI che scaturiranno e nasceranno dall’ E.S.T., come naturale conseguenza, proprio come dopo ogni notte, non può non sorgere un nuovo giorno.
Grazie a tutti per questa ennesima e impagabile opportunità nel lungo viaggio con destinazione “Diventa chi sei”.

                                                                                                                                              Nicoletta Bagarella – Vicenza

* * *

Il Master ed il Workshop… viaggio nella Conoscenza come approfondimento delle radici ed evoluzione della scienza, uniti alla condivisione sul piano Umano tra compagni di Viaggio.

Una ricetta bilanciata nei sapori, nei profumi, nelle immagini in grado di far emergere intense emozioni.
Un viaggio nei dettagli che esaltano la differenza tra leggere, apprendere e comprendere.
La differenza tra guardare e vedere.
Un’immersione nella conoscenza non solo degli strumenti ma soprattutto dei percorsi che conducono alla nostra “esplorazione”.
Strumenti e percorsi in grado di aumentare la definizione della “mappa” rendendoci sempre più consapevoli del territorio che si espande attorno a noi, e che si “estende” dentro di noi.
Apprendere l’Ascolto che ci può portare nella condizione non solo di “esserci” ma di “sentirci” nel “presente” che pulsa di Vita, contesto di Amichevole presenza di “mente” e “corpo” e di “ME” che li osservo.
Il Master è stato l’inizio di un viaggio che non si è esaurito nel workshop ma che con esso si è arricchito e che continua… percorso  di conoscenza che può solo iniziare e poi continuare…
Ricco il “sapere” appreso che mi consente di estendere il mio senso di “capire”, tante le emozioni provate e che mi spingono all’agire, molte le esperienze condivise e colorate di intensa Umanità.
Tutto questo ha contribuito ad elevare il senso di Felicità che alimenta il mio desiderio di continuare.
Un grazie a Carlo e Patrizia per averci condotti nei sentieri del bosco delle radici.
Un grazie a Bruno per aver condiviso con noi la sua ricca Esperienza e la sua grande Umanità, regali di immenso valore.
Un grazie a Me che,  mettendomi in gioco, mi sono concesso di “sfidarmi” consentendo a me stesso di migliorarmi e di comprendere qualcosa in più di Me.
L’augurio di buon viaggio ad altri che decideranno magari di accettare di immergersi nei percorsi di conoscenza.

                                                                                                                                              Luca Girardini – Pordenone

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Si è concluso lo scorso week-end, con il workshop, il Master in Cibernetica Sociale.
Ogni corso è differente, ogni esperienza unica, e quello che sento questa mattina è ….. SILENZIO.
Sono in macchina e sto andando al lavoro e faccio quasi fatica a percepire il battito del mio cuore; un piacevolissimo senso di calma, pienezza e amore riempie tutto il mio essere dalla dita dei piedi, alla punta dei capelli.
E’ una sensazione di incredibile equilibrio che mi dice “va bene così”.
Niente pensieri, ne’ battito accelerato, ne’ sospiri.
E’ stato un anno di lavoro, di pulizia, per togliere, togliere e togliere ….. che sollievo.
Le apparecchiature di biofeedback introdotte da Bruno De Michelis sono state per me fondamentali, rappresentano, dal mio punto di vista, una sorta di ” foto istantanea ” della situazione interna.
Ti danno la possibilità di vedere quello che accade, come tutto il nostro sistema risponde in maniera pronta e naturale agli stimoli esterni ed interni.
Ad esempio si regolarizzano e si stabilizzano come conseguenza di un rilassamento correttamente eseguito.
E’ stata, per me, alle volte una conferma di quanto svolto negli anni ed altre ancora uno stimolo per migliorare e aggiustare il tiro; perché, diciamocelo chiaramente, molte volte ce la raccontiamo, ma se : la Mente mente, il sistema nervoso no.
Con Carlo e Patrizia abbiamo fatto un viaggio alla riscoperta delle basi, delle radici del Progetto di Dinamica Mentale Base, abbiamo ripercorso i passaggi del decaloper ideale, e conosciuto più approfonditamente il nostro ragazzo dai capelli verdi, il suo entusiasmo, il coraggio e la fede.
Mi sono resa conto che lo sviluppo personale necessita di costanza e impegno, perché il lavoro che faccio su di me non è un obiettivo, è un processo che dura per sempre, che mi accompagna per tutta la vita e per questo scelgo di viverlo con gioia.
Amare me stessa e vivere con leggerezza è il modo più veloce per creare una vita meravigliosa ed avere la possibilità di condividere tutto questa felicità con gli altri dà veramente un SENSO ALLA VITA.
E per questo mi sento di ringraziare dal profondo del cuore tutte le persone che mi hanno accompagnata in questo Master,  NON PERDIAMOCI.

un abbraccio

NON PERDIAMOCI

E finalmente posso ascoltare la voce del Silenzio, è una voce calda, piena e avvolgente e posso abbandonarmi in questo abbraccio e lasciarmi andare
Non perdiamoci
E finalmente posso asciugare le mie lacrime e salutare con gratitudine le ombre del passato, volgendo lo sguardo al mio radioso futuro che posso costruire qui adesso, in questo momento, nel mio presente.
Non perdiamoci
E finalmente sono libera e posso, ora, affrontare con leggerezza e gioia questo percorso che porta inesorabilmente verso l’amore e la felicità, per l’eternità
Non perdiamoci
E adesso finalmente posso amarmi, senza remore, poiché questa SONO IO

                                                                                                                                 Morgana Viotto – Cassago Brianza (LC)

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Sono in treno… mi sto riassaporando i momenti vissuti durante il corso nella magnifica Venezia con l’acqua alta…
Quanta magia in ogni momento da venerdì quando sono scesa dal treno alla domenica sera quando sotto il diluvio cercavamo il parcheggio e bagnati come pulcini e gelati fino all’osso chiudevamo questi 3 giorni.
Quello che continuo a sentire forte è la gratitudine, per me stessa, per la vita, per i miei compagni d’avventura che dopo tanto tempo ho sentito veramente vicini e preziosi alleati.
Il mio cuore è pieno di amore e di voglia di condividere.
Ringrazio il cammino fatto e quello che verrà, sempre più convinta che questa è la mia strada, sempre più consapevole dei miei talenti e delle mie aree di miglioramento.
Consapevole della libertà del mio bambino, della capacità del mio adulto di mediare e del mio genitore affettivo che spesso mi viene in aiuto nelle relazioni.
Ho rivisto la mia presunzione che mi spinge sempre a pensare che posso aggiustare e sistemare ogni cosa…
Ho imparato che si può lasciar andare con amore anche chi non si vorrebbe mai lasciare, ma ognuno ha il suo margine di libertà individuale che va rispettato nonché la sua strada.
Il mio cuore è grande e può farcela a perdonarmi e a perdonare per poi lasciar andare.
Credo fermamente nella formazione permanente perché si cresce, si evolve e si scoprono continuamente cose straordinarie di noi stessi. Credo che il lavoro di pulizia che è stato fatto in una presenza mai avuta prima, sia indispensabile per raggiungere quel perno di noi stessi che gelosamente custodiamo protetto da schemi e copioni che usiamo troppo spesso inconsapevolmente.
Tempo fa lessi: “… per conformarci ci deformiamo…” nel corpo e nell’anima, cerchiamo perciò di essere incontaminabili nella nostra essenza.
Sto per diventare nonna, desidero dare alle generazioni che verranno solo il meglio di me stessa, per insegnarli ad amare se stessi, la vita e ad essere veri agenti di cambiamento.
Grazie di cuore.

                                                                                                                                           Susanna Abatangelo – Trieste

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Gli anni volano, quest’ultimo in particolar modo. Circa un anno fa eravamo pronti a intraprendere l’avventura del Master, oggi mi ritrovo a scrivere queste righe, una settimana dopo la sua “veneziana” conclusione.
Mi sento più adulto e più consapevole, meno disposto a perdere il mio tempo in ciò che alla mia anima non serve. Più disposto a investire il mio Presente in progetti di cui conosco bene il valore, progetti che mantengono vivo il bagliore nel mio sguardo.
Mi sento privilegiato, ma anche meritevole di aver preso piena coscienza di Chi Sono dietro ai giochi che gioco ogni giorno. C’è un centro, in me, come in ogni altro, che mi sorride benevolo e mi invita a restare PRESENTE, a non disperdermi, a lasciare uscire dal mio essere quello che c’è, a lasciare andare quello che non c’è.
Non è, come evidente, il lume della ragione a rigurgitare queste righe, bensì la saggezza primordiale scritta in ogni mia cellula.
E se questo, per qualcuno, significherà essere folli, così sia. Anche perché, come scrisse un vecchio amico, “se essere sani significa accettare il mondo così come il sistema attuale vuole che sia, allora è meglio essere pazzi… oppure è meglio collaborare attivamente per provocare la pazzia!”
Mi sento all’alba di una nuova età. E, forse, anche il mondo è pronto per una nuova alba.
Io ringrazio i miei Compagni di Viaggio, come mi piace fare, e poi… guardo a Est e vado verso il Sole, col Vento alle spalle. Voglio essere disposto a pagarne il prezzo.
La salita, sul sentiero, è appena cominciata.

                                                                                                                                       Marco, Piccolo Fuoco – Vicenza

* * *

Eccomi, tornata a casa mi riguardo allo specchio e trovo un’altra Antonia o meglio trovo Antonia.
Quando mi sono iscritta al Master non avevo idea su cosa avremmo fatto, ma l’ho fatto come sempre con grande fiducia e quindi ho cominciato senza aspettarmi nulla. Ho faticato tanto nel fare questa scelta perché a casa la situazione non è facile e scegliere di imbarcarmi in questa nuova avventura non è stato semplice come al solito. Ma sentivo che non potevo mancare. Mano a mano tutto ha preso forma e senza neanche accorgermi ha preso una strada nuova, diversa da tutto ciò che avevo fatto fino ad adesso. Mi sono lasciata andare ed ho trovato momenti di presenza mai avuti, conoscenze completamente nuove, consapevolezze mai avute. E arriva il workshop finale. Venezia e l’acqua alta. Venezia e la pioggia a scroscio. Girare, in uno scenario fantastico, divertita dalle cose diverse dal solito, mi ha aiutato a lasciarmi andare e il lavoro in sala mi ha permesso di andare a toccare profondità mai viste, scoprire cose già conosciute e cercare la strada per lasciarle andare definitivamente. E’ una sensazione talmente bella che non è facile parlarne. Tante cose che pensavo di aver superato mi si sono ripresentate forti come prima e riuscire a guardarle, ascoltarle da dentro e finalmente lasciarle andare con amore, con la consapevolezza che finalmente potevo scegliere è stato meraviglioso.  E nasce un sentimento di gratitudine perché finalmente assaporo la LIBERTA’, una libertà che mi permette di essere lucida, guardare con altri occhi. Assaporo adesso per la prima volta la sensazione non solo di lasciare vecchie tracce ma anche la felicità di cominciare a scegliere e, come un bambino, mi guardo attorno e mi sembra tutto nuovo e riscopro la bellezza del provare strade nuove.  Quello che sto provando non è solo quell’insieme di grandi emozioni che mi hanno sempre accompagnata, ma anche sentire una grande calma, un respirare con consapevolezza, adesso, in questo momento, una lucidità nel guardare tutto ciò che mi sta attorno e avere la sensazione profonda di avere finalmente incontrato Antonia.
E rivedo i miei compagni di viaggio meravigliosi, che mi sono stati accanto con amore, semplicità e senza chiedere nulla; ognuno con la propria presenza mi ha arricchita, mi ha permesso di stupirmi nella condivisione aperta e senza reticenze.
Rivedo Patrizia e Carlo che con la loro presenza, con la loro dedizione e con il desiderio di andare comunque sempre avanti, hanno arricchito il nostro percorso.
Rivedo Bruno che ha aperto la mia conoscenza a nuovi scenari facendomi vedere la possibilità di un nuovo futuro, libero dalle zavorre del passato dove posso essere semplicemente me stessa, con il desiderio di dedicarmi adesso il mio tempo. Mi sento completamente diversa. Lavorerò perché questo resti e diventi una nuova traccia e …i risultati li vedremo. È diverso dal solito…meno emozione e più lucidità ma sono felice e molto serena….

Un grazie con amore a tutti.
                                                                                                                                        Antonia Aricò – Reggio Calabria

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Appunti di un viaggio interiore

Dopo trent’anni di intenso lavoro su di me, avrei anche potuto illudermi di essere arrivata da qualche parte. Ma ormai è chiaro che ogni meta non è che una tappa e che il viaggio non finisce. E in realtà scopro che non mi dispiace, c’è sempre ancora tanto da imparare, da scoprire e da studiare tanto che qualche volta temo che il tempo non basti per fare tutto quello che vorrei.
Ma non è neanche così. Mi pare di essere in un gioco di specchi dove l’illusione è reale e la realtà illusoria. In un continuo rincorrersi di certezze che vengono smontate da nuove consapevolezze e di consapevolezze che vengono superate da nuove certezze.
La ricerca interiore è così: un gioco dove le sorprese non finiscono mai e quindi è fonte di grande gioia e divertimento per una persona curiosa.
È tutto un gioco. Quello che ci raccontiamo e che crediamo, per un poco, sia la nostra verità. Quello che raccontiamo agli altri di noi che, per quanto cerchiamo di essere onesti, non ci rappresenta mai del tutto (non importa se non puoi esprimere queste sensazioni col linguaggio perché sei in una dimensione in cui le parole non contano). Quello che gli altri ci dicono di noi, facendoci da specchio, che ci aiuta un poco, a fare un altro pezzetto di strada, a mettere un altro piccolo tassello.
Ci fanno da specchio gli altri, come noi facciamo da specchio a loro. Perché così come loro vedo in me un pezzo che gli appartiene, io vedo in loro cose che mi appartengono. Fino a che non c’è più distinzione, non c’è più separazione e finalmente, se giochi fino in fondo a questo fantastico gioco della vita, vedi anche solo per un attimo quello che avrebbe dovuto essere evidente fin dall’inizio: c’è un solo giocatore.
Grazie per aver giocato con me. Per piacere, non smettete…

                                                                                                                                           Roberta Zorovini, Trieste

 

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 l’anti sala del work shop.

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