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La pagina di Ma.Bo.

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News&Testimonianze

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Vitamina per il pensiero laterale

                     Un residuo sentimento di entusiasmo mi aiuta a leggere la parola “crisi”
                         in una plausibile accezione di maggior speranza e cioè, 
                              come “superamento di una situazione negativa”.

                                                                           Marcello Bonazzola

                                                                                       

                             

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Seminar di Dinamiche della Mente e del Comportamento

24 Apr, 20
Upcoming
22 Mag, 20
Upcoming
 

Amare, per dare un senso alla vita

Amare è fare qualcosa di attivo, una decisione personale.  Amare richiede impegno, passione, pazienza. Richiede rispetto per i tempi e le scelte degli altri. Se amo mio figlio lo devo lasciare libero di fare le sue scelte e i suoi sbagli, senza stare male.

L’amore è uno stato d’animo, un’emozione, una scelta.

Ho pensato molto al collegamento tra amore e scopo della vita.

La risposta che mi sono data è che forse lo scopo della vita è probabilmente l’esperienza personale della vita stessa.  L’evoluzione della persona attraverso l’esperienza della vita.  La consapevolezza del nostro progredire giorno per giorno. 

Osservando mio padre, quasi novantenne e solo, mi è parso di capire che se vivo il qui e ora adesso forse è questo lo scopo.  Imparare a sviluppare il pensiero positivo per non farsi abbattere da inutili situazioni che tanto magari non posso cambiare. Non pretendere di cambiare ciò che non mi piace ma continuare a lavorare su me stesso. Cambiare me stesso, non l’esterno,  per comprendere che tutto è perfetto così com’è. Non c’è nulla da cambiare perché è la vita stessa che è amore.

Se miglioro me, miglioro il mondo che mi circonda.  Forse è questo il mio scopo.

Se mi sento appagata quando faccio qualcosa che amo, che mi appassiona, quando faccio fruttare i miei talenti, questo mi fa stare bene.

Amando ciò che si fa, ciò che siamo, troveremo quella serenità interiore che ci fa dare un senso alla nostra esistenza.

Amore è aiutare il prossimo perché siamo tutti uniti come una lunga catena.

L’emergenza sanitaria ci sta insegnando che il senso della vita sta nella solidarietà umana; stiamo sperimentando che se vogliamo sopravvivere la responsabilità di ognuno contribuisce al bene dell’altro e  che non siamo separati ma tutti facciamo parte insieme di un grande disegno. 

                                                                                                                                                                            Loredana Cagnin

Caro Carlo,

spero stiate tutti bene.

Da un po’ avevo ripreso, ma in modo incostante, il rilassamento.

Venerdì mi hai dato l’opportunità di ripartire e soprattutto di condividere queste esperienze e di aprire ancora gli occhi su situazioni diverse per ringraziare, ancora più consapevolmente, di quanto, comunque, sono fortunata ed apprezzare ancor più profondamente tutte le opportunità che ho e imparare dalle esperienze, dal sentire e dalle emozioni degli altri.

Mi ha colpito il gran cuore di Maria Julia e la sua testimonianza, e l’ultimo intervento del ragazzo la cui mamma era morta quella mattina.

Era parecchio che dicevo di sentirmi stritolata nel tritacarne del nostro sistema ma non avevo trovato il coraggio per fermarmi. Oggi quindi cerco di vivere con consapevolezza questo momento; ovviamente lungo la via si trovano ostacoli, si fanno passi indietro ma poi, anche lentamente, ci si rimette in cammino.

Mi rendo conto che quanto ho imparato dal mio capitano Beppe della vita di mare mi aiuta molto; una per tutti: quando sei in mezzo alla bufera in mezzo al mare, lontano da terra, metti la barca in cappa (diciamo chiudi tutto in sicurezza), e aspetti che passi.

Ricordo e cerco di rivivere l’esperienza di Asiago immersi nella Natura che ci rigenera; quando sono in barca abbraccio l’albero della barca! Oggi, a Venezia rivivo la scena della Natura di Asiago, mi prendo cura e ammiro i due/tre fiori che ho sulla finestra, ascolto il canto del merlo che parla di primavera, osservo i colombi impauriti che si nascondono per non essere preda dei gabbiani affamati che, non trovando più i resti degli umani, si nutrono degli altri animali. E se si mangiassero pure qualche pantegana che scorrazza indisturbata?

Non so se mi spingo un po’ troppo in là, e mi scuso se lo faccio; dalla morte di Beppe mi son resa conto di quanto abbiamo allontanato la morte dalla nostra vita e così quando ci arriviamo siamo impauriti, sgomenti, frastornati, gelati dal dolore, increduli. Ora tutti questi sentimenti non si possono cancellare ma forse potremmo recuperare anche il rapporto con la morte, iniziando anche a chiamarla con il suo nome senza trovare sinonimi per addolcire il suo suono e significato. Forse potremmo, soprattutto in questo momento, recuperare anche un po’ di consapevolezza della nostra mortalità. Il tutto è molto complesso e delicato come argomento.

Credi magari di poter considerare qualche aspetto sul tema? Forse è anche vero, che questo è un tema difficile, e già in questo periodo ci sono difficoltà di ogni genere e tipo, mettere troppa carne al fuoco, si sa, non funziona.

Un grazie GRANDE a te e a tutti voi, un abbraccio e buone cose.

A presto!
                                     Ale

Cara Ale, quando si parla con il cuore (oltre che con la mente) non c’è nessun argomento che possa essere tabù nè alcun tipo di carne che sia troppa, sul fuoco. Grazie, un bacio. Carlo

La teleconferenza del  20 Marzo 2020 è stata, per me e penso non solo per me, un’ottima opportunità per vivere, insieme a tutti i partecipanti, lontani fisicamente, ma molto vicini, un momento di serenità e tranquillità , in questa situazione non facile che ci coinvolge tutti.
Tra i tanti spunti che sono stati offerti come occasione di riflessione, mi sono soffermata in particolare su “collaborare con l’imponderabile” ed è scaturita in me la convinzione che l’imponderabile sa dove ci sta portando.
Un’affermazione di questo genere, soprattutto nella circostanza presente, potrebbe sembrare quanto mai azzardata (lo è parsa subito anche a me, quando questo pensiero mi è balenato nella testa). Successivamente però, ho visto l’immagine di una mamma che prende al volo il proprio figlio che sta per attraversare la strada, proprio nel momento in cui sopraggiunge un’auto.
Le mani della mamma trattengono solidamente il piccolo che scalcia, urla, cerca di divincolarsi, si rivolta furioso contro il genitore che, secondo lui, lo sta limitando nei suoi desideri e nella sua libertà………….
E…… non si rende conto che la mamma gli ha salvato la vita per permettergli di continuare a vivere e fare altre esperienze che, altrimenti, gli sarebbero state precluse.
Cosa vuol dire allora collaborare con l’imponderabile?
In questo momento per me significa fare la mia parte, che però sono parole vuote se non le traduco in piccole azioni.
“Anche le “nano azioni”  – dice Carlo nel suo libro Pensieri senza impermeabile – sono importanti dal punto di vista della qualità, il BENE attira il BENE e non importa che l’azione sia quantitativamente grande o piccola”
Una piccola azione per me, può essere:
– continuare ogni giorno a fare il rilassamento quotidiano, ritenendomi fortunata di aver appreso anni fa delle tecniche che veramente permettono di affrontare al meglio le varie situazioni che si presentano,
– nutrire la mia mente con pensieri positivi (in particolare quello che è stato proposto durante la teleconferenza),
– partecipare alle prossime teleconferenze (visto che saremo bloccati almeno fino al 3 Aprile)
– cogliere ogni giorno una nuova opportunità
–   ……………………………………
–   …………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Non possiamo cambiare la situazione attuale, ma niente e nessuno (se non noi stessi) può toglierci la libertà di decidere come reagire a quello che ci sta accadendo e di continuare a fare la nostra parte.
E questo fa la differenza (come disse il colibrì).
Grazie  per le opportunità, che nonostante le difficoltà, la vita continua ad offrire.

                                                                                                      Nicoletta Bagarella – Vicenza

FAVOLA   AFRICANA

Si narra che un giorno scoppiò nella foresta un incendio devastante E tutti gli animali scapparono.

Ad un tratto il leone, re della foresta, vide che volava un piccolo colibrì proprio in direzione dell’ incendio.

Allora, preoccupato, tento’ di fermare l’uccellino per fargli cambiare direzione, ma il colibrì rispose che stava andando a spegnere l’ incendio.

Il leone, meravigliato, replicò che era impossibile spegnere l’incendio con la goccia d’acqua che portava nel becco.

Allora il colibrì, sempre più deciso, parafrasò al re della foresta:

“ io faccio la mia parte, e questo crea la differenza”

E’ in fase di organizzazione il primo corso triennale di formazione organizzato dalla Scuola di Formazione Umana e Professionale “Marcello Bonazzola” dell’Istituto di Dinamiche Educative Alternative di Curno (BG). L’inizio è previsto per il 14 dicembre.

Il corso, unico nel suo genere nel panorama formativo di oggi, è aperto sia a chi intende percorrere un percorso formativo personale adeguato e a misura d’uomo e sia, come formazione e aggiornamento professionale, a chi conduce, o intende condurre, riunioni, corsi, seminari a gruppi di lavoro nei vari campi della formazione personale e professionale.

Per accedere alla presentazione del corso in formato PDF, clicca qui e alla scheda di iscrizione clicca qui

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Corso di Formazione triennale per Operatore in Promozione Umana e Sociale

Un percorso formativo di sopravvivenza somatopsichica attraverso la ricerca, lo studio, l’ evoluzione, l’applicazione del Pensiero di Marcello Bonazzola

Identificare Marcello Bonazzola solo con il suo corso di Dinamica Mentale Base è come confondere il Colosseo con una miniatura del Colosseo, l’oceano con una goccia o Leonardo da Vinci con la Gioconda.
Marcello Bonazzola (1936-2012), detto Ma.Bo., è stato un “genio” a tutto tondo, fino al punto di rinunciare a sviluppare pubblicamente la sua persona, mettendosi a totale disposizione dell’uomo comune, 6+6-, del quale si era sempre dichiarato totalmente innamorato.

Marcello Bonazzola odiava la mediocrità ed era convinto che qualsiasi persona, normale e naturale, è in grado di realizzare la propria adeguatezza e il proprio successo, inteso come progressiva realizzazione di un valido (per la persona stessa) ideale.
Ripeteva che “un genio con un atteggiamento errato, coltiva il fallimento, mentre un uomo qualunque con atteggiamento positivo può solo ottenere il successo; o quantomeno un fallimento senza recriminazioni”.

Nella realizzazione della sua adeguatezza e del suo successo, Ma.Bo. lavorò per oltre 40 anni con l’unico intento di tentare di rendere consapevole ogni Persona che l’Uomo, in quanto Individuo Sociale, deve sempre essere messo alla base di ogni pensiero e di ogni azione.
Su questo presupposto ideale e di base, Ma.Bo. distribuì dal 1972 il corso di Dinamica Mentale Base, un’esperienza allo stesso tempo semplice e fantastica, completando le tecniche di Dinamica Mentale del corso con contenuti motivazionali a portata di tutti, qualunque fosse l’età, la provenienza, il titolo di studio, il ruolo.

Ma.Bo. ideò l’Istituto Nazionale delle Relazioni Umane (I.N.R.U.), il Centro Internazionale di Dinamica Mentale e Psicologia Applicata (C.I.D.M.P.E.P.A.), l’Istituto Professionale Europeo (I.P.E. srl), l’Associazione Mente Amica (A.M.A.), l’associazione C.R.S.-I.D.E.A. – successivamente Accademia Europea C.R.S.-I.D.E.A. (Ente Riconosciuto) e l’Istituto di Dinamiche Educative Alternative (IDEA srl).

 Stimolò Patrizia Serblin a fondare l’Istituto Serblin per l’Infanzia e l’Adolescenza (Ente Morale).

Ideò il Progetto Permanente di Dinamica Educativa Alternativa, la Somatopsichica, la Cibernetica Sociale, fu direttore responsabile del periodico Mente Amica, stimolò la nascita del periodico Easy news, distribuito dall’Istituto Serblin per l’Infanzia e l’Adolescenza e intuì che l’Abitante Adeguato era l’unica soluzione possibile per non farsi omologare dal Villaggio Globale e vivere una vita degna di essere vissuta.

Promosse la formazione professionale attraverso corsi riconosciuti dalla Regione Lombardia e dalla Regione Veneto, elaborò il Decaloper Ideale e il Decaloper Pragmatico e contribuì alla strutturazione del corso di Assertività Laterale.

L’Istituto di Dinamiche Educative Alternative (IDEA srl) è l’unica Scuola Privata autorizzata alla distribuzione su tutto il territorio Nazionale delle Tecniche di Dinamiche della Mente e del Comportamento (secondo il metodo del dott. Marcello Bonazzola) ed è depositaria della didattica di Marcello Bonazzola contenuta nei libri da lui scritti e attualmente in commercio (No-bookSi sedes non isIndebite EuforieCibernetica Sociale e A Futura Memoria).

La formazione personale e professionale è effettuata dalla Scuola di Formazione Umana e Professionale “Marcello Bonazzola”.

 Questo percorso di formazione in Promozione Umana e Sociale, organizzato in collaborazione con l’Istituto Serblin per l’Infanzia e l’Adolescenza (Ente Morale) di Vicenza – Ente Formatore riconosciuto dalla Regione Veneto – vuole essere una riproposizione e rivisitazione aggiornata e approfondita del percorso formativo che propose Marcello Bonazzola e che partendo dalla Dinamica Mentale Base, si sviluppava poi attraverso la Comunicazione, la Motivazione e la Leadership Umana, sul presupposto che la realizzazione di qualsiasi ideale non arriva mai per caso ed è sempre frutto di preparazione adeguata e lavoro constante.

I vari passaggi formativi che Ma.Bo. propose nel periodo di attività operativa “sul campo” erano finalizzati prima di tutto allo sviluppo armonico delle capacità personali e professionali di qualsiasi persona, per fare sì che si elaborasse poi un proprio Pensiero autentico che, unico, permette di restare a galla e sopravvivere in ogni situazione, prima e pensare in grande ed esistere, poi.

Nel Villaggio Globale di oggi, le proposte didattiche che portano con sé la “radice” del Pensiero di Marcello Bonazzola sono attuali più che mai ed è imprescindibile, al fine di diventare e rimanere degli Abitanti Adeguati, riscoprire la Dimensione Umana e “Magica” della vita e del convivere sociale ed armonizzarla con l’altrettanto necessaria conoscenza tecnica e didattica.

A chi si iscriverà a questo percorso formativo è solo richiesto, da un punto di vista soggettivo, di “essere presente”, disponibile a sospendere il giudizio (o pregiudizio) e di impegnarsi ad andare oltre l’apparenza, lo scontato e il sentito dire.
Da un punto di vista oggettivo è invece richiesta la frequenza (lungo il percorso formativo triennale) oltre che delle giornate di studio mensili (con il limite del 70%) dei corsi di Dinamiche della Mente e del Comportamento (D.M.&C.)Comunicazione di Base (C.B.), Assertività Laterale (A.L.) e Existential Survival Training (E.S.T.).

Infine, ai partecipanti è richiesto di tenere in debita considerazione che il nostro tempo, un giorno o l’altro, finirà e che è dovere di ciascuno di noi fare in modo che quanti ci sostituiranno trovino qualcosa di fruibile ed utile (così come lo abbiamo trovato noi) alla propria sopravvivenza somato-psichica ed esistenza consapevole. Se si riuscisse a passare loro lo stesso “testimone” integro e pulito, così come venne trasmesso da Ma.Bo., la nostra vita avrebbe avuto un senso particolare; e probabilmente più di uno.

                                                                                                                             dott. Carlo Spillare – Responsabile didattico del Corso

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Materie e argomenti dei tre anni di studio:

Piano di studio

 Il piano di studio triennale richiede la frequenza di 10 giornate all’anno (con presenza di almeno 70%) e dei corsi di Dinamiche della Mente e del Comportamento (D.M.&C.), Assertività Laterale (A.L.) Existential Survival Training (E.S.T.) e della giornata di Comunicazione di Base (C.B.) e una rifrequenza all’anno dei corsi.

Materie di Base

Dinamiche della Mente e del Comportamento
Assertività Laterale
Ipotesi di Pensiero

Argomenti:

Le radici, dal 1972 ad oggi
La Cibernetica Sociale
Formazione Umana e Formazione Professionale
Dinamica Mentale Base di Marcello Bonazzola e Dinamica della Mente e del Comportamento
Le tecniche del corso di Dinamiche della Mente e del Comportamento: di base e complementari
I contenuti motivazionali del Corso di Dinamiche della Mente e del Comportamento
D.M.&C. da 0 a 99 anni
Pensare per immagini

Contenuti motivazionali del percorso di Formazione Umana e Professionale:

Il sano egoismo
Una libera scelta
L’Uomo come somma dei pensieri, delle parole, delle azioni e delle non azioni
I Decaloper dell’Abitante Adeguato
Atteggiamento Mentale Positivo
Dalle qualità della ragione alle ragioni del cuore
Gratitudine e riconoscenza
Le paure fondamentali
La comunicazione
L’organizzazione come parte integrante dello sviluppo personale
Motivazione e automotivazione
Il successo come progressiva realizzazione di un valido ideale
I principi della realizzazione personale e professionale
Consapevolezza & Responsabilità
Aiutare e dimenticare
Il gruppo
Il ragazzo dai capelli verdi e L’isola che non c’è

Materie complementari. Elementi di base di:

Analisi esistenziale, antropoanalisi, daseinsanalyse
Biomonitoraggio per il controllo dello stress e della respirazione funzionale
Counseling Dinamico Relazionale
Disegno & creatività
Disturbi fisici & mente
Educazione sentimentale 
Filosofia
Fisica e Fisica quantistica
Musica
Parlare in pubblico
Psicologia applicata 
Utilizza adeguato dei social

 

A chi è rivolto, sul presupposto che “la felicità non ama chi sta seduto ad aspettarla”:
– a chi intende percorrere un percorso di Sviluppo e Formazione Personale.
– a chi ha esperienza di conduzione di gruppi, come formazione e aggiornamento professionale.
– a chi intende sviluppare una nuova professionalità.

 

Sede di svolgimento: Vicenza, viale della Pace n. 178 c/o sala riunioni dell’Istituto Serblin per l’Infanzia e l’Adolescenza (Ente Morale).

 

Durata10 incontri all’anno, 14.12.19 18.1.20 15.2.20 21.3.20 18.4.20 16.5.20 13.6.20 18.9.20 17.10.20 14.11.20 mensili (10-13.30; 15-18.30) di sabato, escluso luglio e agosto.

É prevista una tesi, da parte del frequentante, al termine del percorso formativo triennale.

 

 

Responsabile didattico del Corso: dott. Carlo Spillare

Docenti:

materie di base:  dott. Carlo Spillare dott.ssa Patrizia Serblin (per l’età evolutiva)

materie complementari: professionisti ed esperti in materia, invitati ad intervenire sulla base dell’andamento e delle esigenze del corso.

Potranno essere invitati, come relatori, anche professionisti ed esperti di aspetti sociali e professionali non necessariamente legati alle materie didattiche del corso.

 

Metodo di lavoro: lezioni frontali, cicli soggettivi, interazioni individuali e di gruppo.

 

Quota di iscrizione:

Per gli allievi diretti IDEA srl: € 1.220,00 l’anno pagabili in due rate.

Per i soci I.S.I., 1.000,00 euro l’anno, pagabili in due rate.

Per entrambi, oltre al costo della prima frequenza dei corsi e della giornata del piano di studio.

 

Per informazioni e iscrizioni:

IDEA srl: 035-614444       idea@villaggioglobale.com

I.S.I. Vicenza: 0444-301660     istitutoserblin@villaggioglobale.com

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 Costruire utopie positive può aiutarci a tenere viva la speranza di un futuro migliore.  – MaBo.

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La Scuola di Formazione che vorrei ….

Una adeguata Scuola di Formazione dovrebbe prevedere che l’allievo, fatti e digeriti i passaggi fondamentali e di base della sua formazione personale, non si possa poi appoggiare e/o nascondere dietro a niente e nessuno, nemmeno dietro alla scuola stessa; e che l’allievo impari, a quel punto, a contare su sé stesso per come è in Realtà, mettendo in pratica quello che ha imparato e riconoscendo con gratitudine la sua provenienza formativa.
Allora sì, che la Scuola di Formazione si distinguerà dalle altre e sarà unica, insostituibile e meravigliosa, esattamente come l’allievo.

                                                                                                                                                Carlo Spillare

 

Al di là della sala piena, la cosa “lunare” é stata l’aver condiviso, con calore e attenzione, per più di due ore, un argomento apparentemente tosto come quello dei doveri e diritti opportuni per la nostra sopravvivenza somatopsichica. 
Adesso, i casi sono almeno due: o sta arrivando la fine del mondo o un nuovo mondo sta arrivando; forse, sono vere tutte e due le ipotesi. E chi vivrà, vedrà.
Grazie a chi, da vicino e da lontano, ha voluto condividere questa particolare “prima”.

                                                                                                                             Carlo

Il “ventunalogo” dei doveri e diritti opportuni
per la propria sopravvivenza somatopsichica

1.    Ho il dovere di cercare la felicità e il diritto di viverla.
2.    Ho il dovere di essere umile e il diritto di evitare compagnie arroganti.
3.    Ho il dovere di riempire la mia bottiglia e il diritto di fermarmi quando mi accorgo che é vuota.
4.    Ho il dovere di essere amico e il diritto di non accettare comportamenti indolenti.
5.    Ho il dovere di amare me stesso e gli altri per come sono capace e il diritto di non sentirmi in colpa.
6.    Ho il dovere di fare del mio meglio e il diritto di non preoccuparmi dei risultati.
7.    Ho il dovere di accettare la mia infinita piccolezza e il diritto di vivere l’infinita bontà pura che c’è dentro.
8.    Ho il dovere di evitare di criticare e il diritto di ignorare chi critica.
9.    Ho il dovere di stare in piedi sulle mie gambe e il diritto di sbagliare da solo.
10.  Ho il dovere di sognare e il diritto di realizzare i miei sogni.
11.   Ho il dovere di collaborare con l’imponderabile e il diritto di smettere di continuare a sforzarmi.
12.  Ho il dovere di porgere l’altra guancia e il diritto di non porgerla all’infinito.
13.  Ho il dovere di dire la verità e il diritto di non condividere falsità.
14.  Ho il dovere di accettare le scelte degli altri e il diritto di lasciare che se una cosa merita di vivere, viva.
15.  Ho il dovere di diventare chi sono e il diritto di scegliere come organizzare il mio tempo per realizzarlo.
16.  Ho il dovere di ascoltare e il diritto di parlare, se mi sento di farlo.
17.  Ho il dovere di collaborare ed il diritto di interrompere le collaborazioni quando vengono meno i presupposti di base.
18.  Ho il dovere di non prendermi troppo sul serio e il diritto di non piacere a tutti.
19.  Ho il dovere di assumermi le mie responsabilità e il diritto di non caricarmi delle responsabilità degli altri.
20.  Ho il dovere di essere grato e riconoscente nei confronti di chi mi ha creato, messo al mondo, formato e ispirato e il diritto di andare avanti per la mia strada.
21.  Ho il dovere di lottare per la mia libertà e il diritto di dire di no.

                                                                                                             Carlo Spillare

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